Una mostra o una barzelletta ?

             Una mostra o una barzelletta?  

 Don Pietro Madros

Stavamo devotamente pregando durante gli esercizii nel  Patriarcato Latino di Gerusalemme quando un Vescovo Veneto ci ha informati di una mostra a Piazza Venezia (allora giochiamo in casa !) sull’Arabia Saudita “terra di cultura e di dialogo”.  Questa è l’ennesima volta dove i cristiani vengono presi per dei cretini, come direbbero gli eroi anti cristiani della Rivoluzione Francese !  Mi spiego.

Si tratta semplicemente di un doppio  inganno, per dire il minimo. Cultura ? Sì, ma con l’omissione di ben sette secoli di cristianità nella Penisola, scherzo che fanno quasi tutti i manuali  accademici di « Storia » nella maggioranza dei Paesi islamici soprattutto arabi.  Questa soppressione di Cristo (pure venerato dai Musulmani e menzionato (25 volte a prescindere dal problema dell’identita’ di quel « Issail Messia ») più spesso dello stesso Maometto nel Corano (4 volte Muhammad e una volta Ahmad) e l’omissione del Cristianesimo significano non il dialogo ma il rifiuto dell’altro soprattutto cristiano. In compenso, nei manuali di Storia, gli Ebrei vengono più volte nominati (L’undicesima classe, p. 9 -10), certo non con simpatia. Ma i cristiani semplicemente non esistono : modo sottile (per non dire subdolo) non solo di negare la loro presenza ma pure per sradicare ideologicamente i pochi cristiani rimasti in questi paesi dell’Oriente Medio che sono stati, guarda caso, la culla di Cristo, della Madonna, degli Apostoli e quindi del zzareni ».Cristianesimo ! Si tratta semplicemente di un « genocidio ideologico ».

 

Che « dialogo » d’Egitto in Arabia Saudita ?

Il dialogo era già andato a farsi benedire con la raccomandazione di Maometto morente al futuro secondo califfo Umar : “Non coesisteranno due religioni in questa Isola”: sùbito Cristiani e Ebrei che non volevano passare all’Islam sono stati espulsi. Un’atra invocazione-imprecazione di maoletto morente ; “Allah maledica i guidei e i nazareni” cioe’ I cristiani.

 Un ritorno superficiale dei non musulmani ha avuto luogo dopo la scoperta del petrolio negli anni cinquanta dello scorso secolo. Ma la « tolleranza » saudita, irrigidita dall’orientamento wahhabita fanatico, ha subito  premesso le restrizioni : niente luoghi di culto non solo per i non musulmani ma anche per i musulmani « sciiti » o per altre denominazioni islamiche più o meno riconosciute, tipo Alauiti, Ahmaditi ecc.

 Il dialogo in Arabia non è possibile « neanche morti » : difatti, la sepultura dei non musulmani è formalmente e severamente proibita. Si capisce, i loro cadaveri impuri profanerebbero il suolo sascrosanto dell’Islam (una vecchia idea rabbinica). Ma poi, sentiamo un altro motivo o pretesto piuttosto carino : la sepultura equivale a un domicilio fisso o a un semi-domicilio. Mica siamo in Europa che accoglie e dà la cittadinanzza .

Dialogo interreligioso  in Arabia Saudita ? Col clero cristiano ? Neanche per sogno. Al clero cristiano viene proibita la stessa entrata in Arabia, eccetto rari casi diplomatici e piuttosto confidenziali e discreti. I non musulmani, laici, possono, sì, ottenere un visto di lavoro o di visita, mai la cittadinanza, s’intende. Ma anche le visite e il lavoro sono restritti : nessun ingresso alle due sacre città non viene consentito a loro : la Mecca e Medinah (una volta chiamata Yathrib). Un posto di controllo, un check post, permette alla polizia saudiana di vedere i passaporti di tutti coloro che vogliono entrare in una o l’altra di queste città. Se eccezionalmente l’ingresso va miracolosamente concesso, rimane vietata l’entrata alle « sacre Moschee ». Di nuovo si tratta di una ripresa della mentalità ebraica proibendo ai « goyim » (pagani) di entrare nel  Tempio.

Libertà di culto, sorella gemella del dialogo e dell’apertura ? Per niente. Meno ancora la « libertà religiosa’ per nessuno, neanche per i Musulmani. Solo per questi si apre la porta  della « da’wa », l’appello ai non musulmani di abbracciare l’Islam. Sempre vicolo cieco e senso unico. Ora, il minimo dialogo richiede la reciprocità. Per ora niente. E sembra che la situazione rimarrà tale quale per qualche secolo avanti.

 

 

Conclusione

Cristiani, dobbiamo dialogare con tutti, amare tutti, anche quelli che non vogliono parlare con noi e coloro che non ci amano. Se dialogo c’è, ovviamente per ora fuori dell’Arabia Saudita « terra  di cultura e di dialogo », bisognerà che possa combinare la verità con la carità (Efesini 4 : 15). Per adesso,  in Arabia Saudita (se ci possiamo mettere i piedi da vivi) e in tante parti del mondo musulmano, noi cristiani ci dobbiamo accontentare dell’amore, anche unilaterale da parte nostra. Questo è l’unico « senso unico » che il nostro Maestro accetta e ci augura, non dispensandoci di essere « astuti come serpenti e miti come colombe » (secondo Matteo 10 :16).

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1 Response

  1. daniele says:

    bene diamoci una sveglia cristiani addormentati

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